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E.pica 2/3

novembre 10, 2010

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Per uscire da questo spaesamento linguistico, per ristabilire un orientamento in un tempo privo (o stracolmo, che è lo stesso) di coordinate, per identificare e poi soddisfare una serie di bisogni fondamentali, è necessario, a mio modesto parere, costruire esattamente una nuova rete simbolica. Non simboli nuovi, ma connessioni nuove tra elementi di un arsenale simbolico già esistente. Una nuova simbolica, vale a dire una nuova dimensione linguistica. Una nuova narrazione.

T.raffico

marzo 15, 2010

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Cosa succede quando due persone comunicano? Esse muovono, spostano, trasferiscono il senso delle parole: tra loro due, e tra le parole stesse. La comunicazione è un'attività di trasporto, come quella dei fattorini e dei camionisti. Il problema nasce nel momento in cui alla guida delle parole si mettono individui privi di patente e di esperienza, automobilisti della domenica, pirati della lingua - l'esito non può essere che traffico di significati, ingorghi di senso, incidenti sintattici e lessicali.

C.apire

novembre 30, 2009

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Di fronte all'horror vacui che consegue a ogni impresa di mappatura di un idioma straniero, chi reagisce con una riduzione della parola e un incremento dell'ascolto, dice di sè la propria apertura. Chi, al contrario, riempie il vuoto con parole erronee e mal connesse, testimonia di sè solo paura e insicurezza.

S.paesamenti

ottobre 27, 2009

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Ogni spaesamento è in primo luogo linguistico. Non c’è bisogno di coinvolgersi in avventure esotiche in paesi lontani per provare quella chiarissima sensazione di mancanza di coordinate e di categorie utili a comprendere quanto ci sta attorno. Basterebbe, per esempio, entrare a far parte di un gruppo di amici di una città diversa della propria […]