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P.aternità

agosto 21, 2010

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Questa è allora la strada da fare per dirsi uomini: trasformarsi coscienziosamente nelle vittime dei propri figli. Non basta uccidere il Padre - la Legge - per diventare uomini: chi uccide suo padre diventa solo orfano, e in quanto tale rimane figlio. Chi vuole dirsi uomo deve allora dirsi padre, diventare carne per i propri figli, lasciare che si cibino di sé come un tempo ci si nutrì del proprio padre. La paternità in questo consiste: una deliberata, auto-inflitta, condanna a morte.

M.odernità

luglio 12, 2010

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Parlare del proprio tempo significa in buona misura raccontare un tempo di confine, una zona grigia della storia, una mutazione carica di nostalgie. E la nostalgia, lo si ricordi, è il dolore per una distanza: dunque si rivolge al passato come al futuro.

L.ingua

maggio 2, 2010

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Se io uccido le mie memorie, annullo e rifiuto ogni tipo di appartenenza, mi privo di qualsiasi bene materiale et omnia mea mecum porto, cosa sono io allora? Io sono la mia lingua madre.

P.asolini

marzo 8, 2010

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A volte m’interrogo sull’utilità delle mie stesse parole. E mi rispondo che non ne hanno alcuna. Da una parte ciò mi dovrebbe lusingare: del resto, solo l’arte vanta la sua inutilità. Ma no, non sono davvero così tronfio. Dall’altra parte, resta viva, seppur flebile, lontana, silenziosa, in me, la speranza che esse, le mie parole, […]

e.FFe?

gennaio 27, 2010

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E’ terminato il sondaggio intorno alla possibile definizione di eFFe. Questi i risultati: il 27% dei votanti si è detta d’accordo “in parte, il discorso è più complesso…“; il 20% dei lettori ha abbracciato la tesi di “Assolutamente sì! (e non vedo l’ora che si suicidi sul serio!)“; un altro 20% di visistatori si è chiesto […]

P.erchè questo blog

dicembre 15, 2009

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Oggi ho scoperto questa intervista di Liala: Intervistatore: Secondo lei, signora Liala, il mondo è quello suo o quello di Pier Paolo Pasolini? Liala: Ah guardi! Sinceramente, e senza peccare di immodestia, le posso dire che per tre quarti il mondo è ancora il mio! (“Del resto, contessa, di che si stupisce? Anche l’operaio vuole […]