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C.ompleanno

febbraio 13, 2011

2

Prima di vederla, cominci a sentire un leggero brivido dentro i polmoni, come se il respiro si fermasse d'improvviso. E' una sensazione lontana, silenziosa, ma nitida, come una stazione radio ben sintonizzata ma con il volume bassissimo: se presti attenzione, riconosci subito quel motivetto così famoso. E' paura, al massimo della sua concentrazione, puro distillato di paura, perfezione chimica

N.atale

dicembre 25, 2010

2

La domanda mi viene fuori dalla bocca dello stomaco come un rigurgito di vino acidulo: chi è la vittima? Chi è il colpevole?

P.romemoria

dicembre 19, 2010

0

Camminare nella neve mi ha ricordato che non c'è freddo che tenga, che non c'è disagio che non si possa superare, che ogni timore si supera affrontandolo di petto. Camminare nella neve da solo è stato davvero il miglior promemoria che il confronto con l'Altro-da-sé è l'unico cammino percorribile.

A.mici

dicembre 11, 2010

1

Quello che contraddistingue i miei pochi amici (e forse qualche altro, raro frequentatore della mia vita) e che tutti, a modo loro, si sforzano di coniugare la libertà delle proprie scelte con la responsabilità nei confronti degli altri. Sie sind Menschen. Questo vorrà pur dir qualcosa.

E.pica 2/3

novembre 10, 2010

0

Per uscire da questo spaesamento linguistico, per ristabilire un orientamento in un tempo privo (o stracolmo, che è lo stesso) di coordinate, per identificare e poi soddisfare una serie di bisogni fondamentali, è necessario, a mio modesto parere, costruire esattamente una nuova rete simbolica. Non simboli nuovi, ma connessioni nuove tra elementi di un arsenale simbolico già esistente. Una nuova simbolica, vale a dire una nuova dimensione linguistica. Una nuova narrazione.

E.pica 1/3

ottobre 28, 2010

9

Perchè abbiamo bisogno di epica? Mi arrovello da tempo su questo interrogativo. La domanda nasconde problemi più vasti, questioni dolenti, sfondi di difficoltà esistenziale. Provo a districarmi, perchè se trovo la risposta - questa la mia aspettativa - allora riesco a ricongiungere il passato e il futuro.

R.isentimento

ottobre 27, 2010

2

Il divario non è l'altezza della scrittura, ma quella dell'autore, che emancipa il lettore dalla lotta contro la propria morbosità e lo innalza.