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N.atale

dicembre 25, 2010

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La domanda mi viene fuori dalla bocca dello stomaco come un rigurgito di vino acidulo: chi è la vittima? Chi è il colpevole?

P.romemoria

dicembre 19, 2010

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Camminare nella neve mi ha ricordato che non c'è freddo che tenga, che non c'è disagio che non si possa superare, che ogni timore si supera affrontandolo di petto. Camminare nella neve da solo è stato davvero il miglior promemoria che il confronto con l'Altro-da-sé è l'unico cammino percorribile.

E.pica 2/3

novembre 10, 2010

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Per uscire da questo spaesamento linguistico, per ristabilire un orientamento in un tempo privo (o stracolmo, che è lo stesso) di coordinate, per identificare e poi soddisfare una serie di bisogni fondamentali, è necessario, a mio modesto parere, costruire esattamente una nuova rete simbolica. Non simboli nuovi, ma connessioni nuove tra elementi di un arsenale simbolico già esistente. Una nuova simbolica, vale a dire una nuova dimensione linguistica. Una nuova narrazione.

E.pica 1/3

ottobre 28, 2010

9

Perchè abbiamo bisogno di epica? Mi arrovello da tempo su questo interrogativo. La domanda nasconde problemi più vasti, questioni dolenti, sfondi di difficoltà esistenziale. Provo a districarmi, perchè se trovo la risposta - questa la mia aspettativa - allora riesco a ricongiungere il passato e il futuro.

M.essico 1, 2 e 3

ottobre 22, 2010

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Come forse qualcuno ricorderà, il blog della catena di hotel Best Western mi aveva chiesto una serie di pezzi dedicati al viaggio e declinati secondo alcuni temi: cultura, cibo, musica, cinema, sport e style. Io ho proposto il Messico, che è un po' la mia patria affettiva. Ne hanno pubblicati tre, con cadenza irregolare e stabilita da loro. Il quarto l'ho inviato oggi e aspetto che mi dicano quando uscirà. Sono dei post generici, informativi, un po' ammiccanti, lontani dal taglio di questo Abbecedario, ma non per questo meno interessanti.

I.nnocenza

ottobre 12, 2010

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Quando questo accade, quando la fantasia si giustappone alla realtà, il soggetto si veste di una presunta innocenza, si costruisce una verginità fittizia, elude qualsiasi teodicea. Ed io trovo che, senza mezzi termini, questo genere d'innocenza sia colpevole.

F.accia

settembre 29, 2010

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La faccia, il viso, il volto - cioè lo sguardo, perchè quando diciamo faccia intendiamo sguardo - si offre come deposito di valori etici e di correttezza giuridica