N.atale

Posted on 25 dicembre 2010

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Il 12 settembre del 2001, all’indomani dei tragici fatti di New York, io prendevo possesso di un bilocale posto al quinto piano di un vecchio palazzo del centro di Firenze, che avrei condiviso con un amico per un anno. Quel giorno decisi che avrei vissuto senza un televisore in casa, e da allora mi mantengo fedele a quella scelta e ben contento. Le uniche volte che mi capita di guardare dei programmi televisivi è quando vado a trovare i miei genitori.

Sto passando questi giorni natalizi in famiglia. Una famiglia come tante in Italia, senza troppi affanni, senza troppi agi. E con un nuovo televisore ultrapiatto e molto grande. E con l’offerta Sky completa. Non nego che la possibilità di fare zapping tra mille canali mi eccita parecchio, per me è un po’ come passare il pomeriggio su YouTube, ma con la possibilità di vedere film completi e non a spezzoni di dieci minuti.

Oggi, giorno della vigilia, il televisore è stato acceso quasi ininterrottamente, salvo nelle ore della siesta pomeridiana. Tra ieri e oggi ho imparato chi è Alessandra Amoroso e mi sono stupito di sapere che ben dieci anni di età ci separano, visto che a primo acchito l’avrei detta mia coetanea; ma forse sono io che non ho buon occhio. Mi sono aggiornato sui vari programmi di MTV e sulle diverse serie americane; ho scoperto i programmi softcore della seconda serata: Totally busted, Manswers, Naked Wild On! e vari altri. Poi mi sono battuto per evitare di cenare con il sottofondo di Striscia la Notizia. E una bella quanto estemporanea discussione su Francis Bacon è stata mandata in vacca dall’apparire sullo schermo a cristalli liquidi delle gambe di Victoria Cabello, apostrofate come “salsicciotti”.

Altrove, oggi, invece della TV, ascoltano il il Weihnachtsoratorium di Bach. Perché questa è l’usanza.

La domanda mi viene fuori dalla bocca dello stomaco come un rigurgito di vino acidulo: chi è la vittima? Chi è il colpevole?

Chi ascolta Bach e ignora che un grosso pezzo di mondo o non se lo può permettere o non ha mai avuto l’opportunità di conoscerlo? O chi anestetizza la propria stessa anima a suon di reality show, fiction, pseudo-telegiornali e non fa nulla per liberarsene? Chi Bach lo ascolta perchè è tradizione farlo o chi ascolta Alessandra Amoroso perchè le tradizioni gliele hanno estirpate a forza di spot pubblicitari? Chi può scegliere e non sceglie, o chi è schiavo e non si ribella? Chi per paura di sporcarsi si conserva gelosamente nel suo finto candore, o chi il candore l’ha perso a furia di lavaggi del cervello?

Non sono domande retoriche, davvero. Non ne conosco le risposte, ma so solo che la soluzione non sta in queste alternative. La soluzione bisogna costruirla da soli. Una soluzione originale.

 

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Posted in: Antropologie, eFFe