L.ucidità

Posted on 8 marzo 2010

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Sto per uscire. Sento un uomo che urla come un matto per le scale del palazzo. In cinese. Cazzo, che sarà successo? Sarà pericoloso? Mi faccio coraggio e scendo, dal quinto al secondo, stringendo in mano una bottiglia di vetro che avrei poi buttato. Lì c’è un uomo di mezz’età steso per terra, ansimante; il cinese dice in un francese stentato che è caduto. Arriva in quel momento un muratore che stava lavorando al quarto piano. Serbo. Francese stentato anche il suo; in tre non ne facciamo uno che sia in grado di fare una telefonata d’emergenza.

Ok. Mi ricordo che ho un quarto di sangue inglese e mantengo il self-control. Parlo all’uomo in terra, che continua ad ansimare pesantemente e non mi risponde. Gli tasto il polso e gli alzo le gambe, tutto ok mi sembra. Chiamo qualcuno che sia un grado di mandare un’ambulanza. Rassicuro il malcapitato, ma non so come si dice “non si preoccupi” in francese. Nel giro di cinque e non più di cinque minuti arrivano i paramedici, spiego loro la situazione e lascio il campo ai professionisti.

Questi cominciano a fare domande al tizio in terra. Per saggiarne la lucidità.

– Come si chiama?

– Mmmhh, je ne sais pas…

– E’ mattina o pomeriggio?

– Mhh… je ne sais pas…

– Come si chiama il Presidente della Repubblica?

– Mmmhhh… mmhh… uuhmm… Fils de putain!

Diagnosi: stato acuto di lucidità mentale.


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