M.indfucking

Posted on 15 febbraio 2010

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Il mio amico Oliverio ha finalmente ricominciato a scrivere. Lui scrive di “mindfucking“, che è un modo come un altro per parlare di donne. Ho l’impressione che sia un maschilista vecchio stile Oliverio, è un po’ che, bonariamente, glielo faccio presente. Lui mi risponde che per apprezzare le donne, per amarle, bisogna essere maschi. Sospetto si riferisca a temi come la confusione dei ruoli, la crisi del maschio, la ridefinizione della femminilità e tutte quelle tematiche da gender studies.

Fatto sta che tutto quello che scrive lo ha sperimentato da solo. E lo ha sempre fatto scientificamente, affinando sempre di più sia la teoria che la pratica, se così si può dire. A quanto dice, tutto cominciò un giorno di molti anni fa, mentre era in palestra ad allenarsi. Uno dei tipi più grossi, lo chiamavano il Molosso, gli si avvicinò mentre faceva gli addominali sulla panca e lo bloccò giù con una mano, e allo stesso tempo con l’altra s’abbassò i calzoncini e si mise a cavallo su di lui.

«Sono rimasto immobile. E che facevo, gli tiravo? M’avrebbe spaccato in due solo con lo sguardo. Rimasi per non so quanto tempo con la faccia a dieci centimetri da quel suo affare raggrinzito e penzolante, mentre di fronte a tutti l’animale mi diceva di alzarmi e di continuare con gli esercizi»

«Oh daaiii, non li faccio gli addominali!»

«Eh levati, per favore!»

«T’ho detto che non li faccio!»

Passati alcuni lunghissimi minuti, le risate intorno e le prese in giro cessarono e la gente iniziava a domandarsi sul serio che intenzioni avesse il Molosso. D’improvviso l’animale lo guardò diritto negli occhi, e con una faccia serissima gli disse:

«Ricorda. E non te lo dimenticare. Con le donne bisogna sempre che ci provi, perché al massimo ti dicono di no»


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