L’Abecedario di eFFe
Tutti i posts di questo blog rientrano, più o meno comodamente, all’interno di sei categorie. Sei contenitori, di per sè vasti e flessibili, che corrispondono a quelle zone di luce dove il mio sguardo si posa e le mie parole si formano. eFFe sono io. Una lettera.
A.ntropologie
Sguardi più o meno lontani, più o meno partecipanti, più o meno scientifici sugli uomini e sui loro comportamenti. Su quello che c’è dietro e sotto le narrazioni che essi fanno di se stessi. Tentando di evitare gli -ismi senza per questo abbandonare le -logie.
B.analità
Piccole cose, dettagli, superfici della vita. Che tuttavia colorano di senso l’esistenza e indicano le fessure attraverso cui guardare le grandi cose, le strutture, le profondità della vita.
C. ritiche
Intrusioni fastidiose nelle espressioni della contemporaneità. Le arti, le comunicazioni, le mode, le estetiche tutte. E le pseudo-democrazie. Sempre tenendo a mente che il diritto di esprimersi non si disgiunge mai da quello di esprimere. E che le critiche servono solo a spianare la strada. A costruire, se proprio vogliono, ci pensino gli altri.
D.isamori
O anche d.istanze. D.iscorsi. D.isdette.
E.stetiche
Pezzi sparsi. Istantanee. Versi. Rimandi. Alla ricerca del respiro della bellezza.
eFFe
La singola lettera non ha alcun significato, essa è mero segno fonetico, o più precisamente un grafema che rappresenta un fonema. La combinazione di più lettere insieme dà origine alle parole, e queste – apparentemente – sono dotate di significato.
Il bello di essere solo una lettera, allora, è quello di non avere un significato. Non un significato preciso, nè tantomeno un significato condiviso e convenzionale. Il bello è proprio quello di non avere alcun significato. Di essere solo suono e sussurro nello sfondo della vita.
E se non hai alcun significato allora li puoi avere tutti. Puoi decidere cosa significhi e puoi cambiare questo significato quando ti pare. Basta con le identificazioni e le interpretazioni, le incomprensioni e le etichettature. Lettera e punto. Spazio alla libera connotazione.
Il punto ha qui una funzione fondamentale e un po’ autoritaria. Avvisa che oltre non c’è nulla e se c’è qualcosa si tratta solo di una delle molteplici possibilità. Lettera e punto. Chi legge ci mette il resto, se vuole, e se no segue quello che è messo da altri. Dire e lasciarsi dire.

taccuinoadmin
14 novembre 2010
Eh sì, non ci resta altro da dire che sulla storia delle lettere non c’è proprio altro da dire (e ci accorgiamo nel frattempo che alle quattro del mattino si coniano i giochi di parole effettivamente più efficaci). Come già tu ben sottolineasti una volta, è bello scoprire di essere in tanti (o comunque non soli) a pensarla così. Buon lavoro da tutte le “doppie lettere” del Taccuino…
abcdeeffe
14 novembre 2010
Alle quattro del mattino (4.42 per la precisione) siamo in pochi, ma buoni!
taccuinoadmin
16 novembre 2010
Uellaaaaaa…anche questa una bella scoperta…
Si respira proprio una bella aria qui, che meraviglia…ci sentiamo a casa, noi che l’insonnia ormai ci dà pure noia!
Rosa Tiziana
7 marzo 2011
Non sono le 4 del mattino, ma mezzogiorno. Però mi sono appena svegliata, segno che all’alba ero in piedi. Dunque faccio parte della cricca dei nottambuli.
Mi sento bene in questo posto…
abcdeeffe
7 marzo 2011
Benvenuta allora!
baci
27 aprile 2011
spero che tutte ore del giorno siano buone! mi piace la effe e solo una lettera e di piu. ciao!